Scritto da Selene_0309
Salve a tutti! Mi chiamo Aurora, sono una studentessa universitaria di lingue, culture, letterature e traduzione, con una grande passione per la lettura di romanzi classici e fantasy, graphic novels e tutti i libri di narrativa che suscitano il mio interesse. Ho creato questo blog per condividere con il mondo del web le mie impressioni, le mie opinioni e le mie sensazioni sui romanzi che leggo, con la speranza di dar vita ad un interessante scambio di idee e pensieri tra me e chi vorrà leggere i miei post. Ho scelto di chiamare questa pagina "Il giardino di Selene" perché Selene è sempre stato il mio nickname virtuale e perché, proprio come quando siamo in un giardino e osserviamo i fiori che lo popolano, così io osservo ogni storia che cattura la mia attenzione, cercando di coglierne quante più sfumature possibili. Per chi fosse interessato mi trovate anche su Goodreads, con il nome Selene_0309. BENVENUTI NEL MIO GIARDINO DI STORIE DA RECENSIRE.
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Recensione Regina Rossa #2 “Spada di vetro”

Buongiorno a voi, amanti dei libri e della letteratura. Dopo la recensione del primo romanzo omonimo della saga “Regina Rossa” ecco a voi la recensione del secondo libro: “Spada di vetro”.
Anche qui dovrò fare dei piccoli spoilers, ma state tranquilli, niente di grosso sarà rivelato.
Buona lettura a tutti!

“Un mondo in cui lealtà e desiderio
possono essere fatali.
E l’unica mossa certa è il tradimento.”

-Titolo: Spada di Vetro
-Autore: Victoria Aveyard
-Casa editrice: Mondadori
-Numero di pagine: 419
-Prezzo in euro: 12,50
-Anno di pubblicazione: 2015
-Reperibilità: Alta (sia online che in libreria)

UN PICCOLO PASSO INDIETRO

Abbiamo detto che Mare è una rossa con un potere che la rende pari, se non addirittura più forte, di qualsiasi argenteo incipriato e altezzoso. Per questo motivo il re e la regina di Norda decidono di tenerla sotto copertura presso la loro corte in modo da avere il tempo per studiare meglio le sue capacità e decidere della sua sorte. Nel frattempo, Mare si scontra con la bella Evangeline e sviluppa un grande affetto sia per Cal che per Maven. Ad un certo punto conosce la Guardia Scarlatta, una banda di ribelli che mira a rovesciare il regno di Tiberias Calore e migliorare le condizioni di vita dei rossi, e si ritrova a collaborare con loro, insieme al fratello di Cal. Ma qualcosa va storto ed Elara coglie l’occasione giusta per portare a termine quello che era stato il suo vero obiettivo fin da prima che noi comprassimo il primo libro. Uccide suo marito e lo fa in un modo davvero crudele, facendo ricadere la colpa su Cal e su Mare. A quel punto la corona viene automaticamente messa nelle mani di Maven, che si rivela un traditore e i due ragazzi vengono arrestati con l’accusa di aver ucciso il re e cospirato con la Guardia Scarlatta. Dopo aver preso parte ad un cruento spettacolo nell’arena, dove alcuni fra gli argentei più potenti vengono sguinzagliati da Elara e Maven per giustiziarli sotto gli occhi di tutti, Cal e Mare riescono a svignarsela e vengono salvati dalla Guardia Scarlatta. Non ho messo il finale nell’altra recensione, ma francamente non mi era necessario inserirlo dato che sul primo libro ho preferito focalizzarmi su altri punti. Ritenevo che fosse più utile inserirlo qui al fine di dare una continuità con la recensione del secondo libro, senza però dirvi troppo. Bene, ora che ho ricapitolato il tutto posso tornare a concentrarmi sul secondo libro…

CLICHE’ IN UNA TRAMA BEN FATTA

“Spada di vetro” è il libro che mi è piaciuto di meno dell’intera saga, non perché non lo reputassi bello, anzi, ma perché è la cosiddetta via di mezzo: non è tranquillo e introduttivo come il primo, ma non è neanche carico di azione tanto quanto lo sono “Gabbia del re” e “Tempesta di guerra”. Ciò nonostante rientra comunque nello scaffale dorato della mia libreria. Prima che l’azione della trama ci piombi addosso come una valanga mentre siamo in gita sulle Alpi, assistiamo ai momenti in cui il rapporto tra Cal e Mare s’incrina. Cal si sente tradito dalla ragazza per cui stava perdendo la testa nonché dal suo stesso fratello, il tutto aggravato dal senso di colpa per la morte del padre. Dall’altro lato anche la nostra Mare sente addosso il peso bruciante di quel tradimento, cosa che ormai le rende più che chiara la frase che le fu detta a palazzo: “chiunque può tradire chiunque”, sentendosi inoltre in colpa nei confronti di Cal. Come dare torto ad entrambi?Ad ogni modo, sul treno Mare incontra suo fratello Shade, scoprendo con piacere che oltre a non essere morto (perché si, teoricamente stando al primo libro Mare ci racconta che suo fratello maggiore Shade era morto in guerra durante la leva) possiede anche lui un potere eccezionale pur essendo un rosso, facendo si che nella mente della protagonista si sollevi la classica domanda “quanti altri sono come noi nel mondo?”. Ora, devo confessare che non simpatizzo molto con il cliché del “è morto ma in realtà no”, sarà perché molte serie televisive e molti libri ci giocano troppo su questa cosa, molto spesso senza giustificarcelo adeguatamente, facendo di conseguenza un buco di trama grosso quanto una villa a tre piani con giardino e piscina. Tuttavia posso accettare la spiegazione comprensibile in questa saga. Shade, così come Mare è considerato una minaccia dagli argentei, una minaccia per l’ordine sociale esistente. Se i rossi hanno dei poteri come gli argentei, questo vorrebbe dire che entrambi sono alla pari e quindi questo darebbe loro il diritto di accedere agli stessi privilegi di un potente col sangue fortunato, no? Per Shade sparire era la soluzione migliore, anche per non creare problemi alla sua famiglia. Gli argentei non hanno problemi ad ammazzare una famiglia intera di rossi con bambini, per loro sono solo carne da lavoro, niente di più. In virtù di questo risparmierò questo cliché dal prenderlo e gettarlo nel cesto delle erbacce.Dunque, grazie alle spiegazioni di Shade, Mare scopre che probabilmente ci sono a Norda tanti altri rossi come loro e i due fratelli pensano bene di organizzarsi per trovarli e portarli al sicuro dalle grinfie degli argentei, che non risparmierebbero loro una morte cruenta. Tuttavia appena arrivati al quartier generale della Guardia Mare e Cal subiscono un trattamento non proprio cortese, Cal in virtù del fatto che è un argenteo, quindi ai loro occhi è una brutta persona a prescindere, a maggior ragione è il principe di Norda quindi per lui sono previsti ceppi e catene non appena appare all’orizzonte e Mare perché viene vista come una traditrice del suo stesso sangue, a causa dei suoi trascorsi alla corte argentea. Qui facciamo la conoscenza di due personaggi importanti: il colonnello Farley e la figlia Diana. Sul primo non ho davvero nulla da dire. Si tratta di un personaggio importante perché scuote la trama con le sue decisioni, tuttavia a livello di caratterizzazione mi lascia un tantino perplessa. Come la madre di Mare, l’ho trovato un pò scarso di spessore e dopo la lettura della saga è uno dei personaggi che non mi ha lasciato nulla. Diana Farley, al contrario è un personaggio che ci porteremo dietro fino alla fine della saga ed è caratterizzato bene. Indipendente e risoluta, sempre pronta a buttarsi nella mischia restando accanto ai suoi soldati fino alla fine, condivide con il padre il dolore di un passato dal finale triste e schifa gli argentei con ferocia e per le sue buone ragioni. Pensando a tutti i personaggi incontrati in questa saga, non tutti secondo me sono usciti come avrebbero dovuto, sembra quasi che l’Aveyard si sia persa dei pezzetti per strada, che però sono passabili perché alla fin fine la trama scorre bene lo stesso.Ad un certo punto saltano fuori anche Kilorn e la famiglia di Mare, sfuggiti alla furia argentea che, dopo l’ultimo attentato della Guardia Scarlatta, hanno ben pensato di impartire una dura lezione a tutti i rossi, seminando dolore e distruzione per i villaggi e le città. Dal secondo libro diventerà interessante anche il personaggio di Kilorn, che affronterà come Mare il suo percorso di crescita, che la protagonista ha in realtà già iniziato, sperimentando il tradimento, un’esperienza che si rivela scioccante e che fa precipitare sia lei che Cal nel dubbio. Tutto quello che finora è stato il loro mondo è andato in frantumi, ogni certezza si è sciolta come neve al sole ed è da qui che viene innescato il processo di crescita personale, per alcuni si conclude felicemente, per altri meno. Nel caso di Kilorn, scosso dalla guerra incombente e dagli eventi, decide di arruolarsi nella Guardia Scarlatta e fare la sua parte per migliorare la situazione dei rossi, decidendo di mettere da parte le scemenze adolescenziali e comportarsi da persona più matura, come richiederebbe una situazione di questo genere, anche se qualche debolezza salta sempre fuori, come il senso di inadeguatezza che prova essendo privo di qualsiasi tipo di potere, il tutto contornato dallo scontro prevedibile tra lui e Cal, un pò per i sentimenti contrastanti nei confronti di Mare, un pò perché il loro rapporto riflette il conflitto su scala mondiale tra rossi e argentei. Un altra cosa che tendo a non vedere molto di buon occhio (colpa del becero e dannato Twilight) è ciò che io definirei un altro cliché: perché deve esserci sempre più di una persona ad innamorarsi della protagonista? Personalmente trovo più giustificabile il fatto che sia Maven a sviluppare un attaccamento per Mare (e questo lo vedremo per bene nella prossima recensione), oltre a Cal, ma Kilorn? Nel mio modesto parere non la ritenevo necessaria questa cotta velata per l’amica e purtroppo penso che sia stato fatto tanto perché “così piace” o “si deve fare perché lei è la protagonista e quindi sarebbe da sfigati avere un solo spasimante”. Ma tutto sommato il personaggio di Kilorn mi è simpatico e ha anche lui un suo spessore che gli rende perdonabile da un lato questo cliché (solo da un lato però, perché dall’altro questa cosa proprio non la sopporto).

IL VERO INIZIO

A questo punto parte quello che io considero in definitiva il “vero inizio” della saga. Alla fine Mare convince il colonnello Farley a lasciar liberi lei e Cal in cambio del loro aiuto per trovare i Novisangue (il nome dato ai rossi con i poteri) e reclutarli nell’esercito della Guardia Scarlatta da sollevare contro Maven ed Elara. Un piccolo cambio del piano iniziale, dato che il colonnello ha ben pensato che anche il nuovo re e sua madre prima o poi avrebbero saputo della loro esistenza e dunque si sarebbe messo alla loro ricerca. E così inizia il viaggio del gruppo Mare, Cal, Shade, Farley e Kilorn alla ricerca dei Novisangue, con i due (Mare e Cal) a cui prudono le mani e non vedono l’ora di vendicarsi di Elara, che ovviamente sanno di essere la vera mente criminale dietro al complotto. Maven è colpevole, certo, ma è pur sempre mosso da chi è più potente e spietato di lui, ovvero la sua stessa madre. Tutto il secondo romanzo è incentrato sul ritrovamento, addestramento e reclutamento di questi rossi dai poteri eccezionali, dei quali non parlerò se non nel terzo libro per non togliere a chi vuole leggerlo il gusto di scoprirli durante la lettura.

UN APPUNTO SU CAL E MARE

Credo sia ora di focalizzarmi un pò su Cal, uno dei personaggi che mi sono piaciuti di più in tutta la saga. Cal è un ragazzo gentile e onesto, rigido nei valori morali che si porta dietro dalla nascita, pronto ad accettare qualsiasi sfida ed eventualmente ad affrontarne la sconfitta. Risoluto nel perseguire le proprie decisioni, ma pronto ad ammettere il proprio pentimento e a scusarsi. Lo considero un personaggio molto positivo per la protagonista e ho visto in lui l’immagine di come sarebbe potuto diventare Maven in circostanze migliori. Già dal primo libro capiamo che tra lui e Mare c’è intesa, tuttavia lo sviluppo del loro rapporto viene rallentato da eventi più grandi di entrambi, in cui i due vengono trascinati e talvolta separati. Il problema principale che devono affrontare Cal e Mare prima di capire cosa provano esattamente l’uno per l’altra è, prima di tutto, far fronte ai loro demoni interiori e guarire le loro ferite.

“…il principe si lascia cadere in ginocchio; sembra una statua che si sgretola e le fiamme nei suoi palmi si spengono come una candela.”

Anche il personaggio di Mare qui non scherza. Vediamo a partire da questo libro una ragazza in crisi con sé stessa e con un mondo sull’orlo del caos, dove per ora non ha fatto altro che soccombere ad eventi più grandi di lei, una ragazza che deve imparare ad accettare sé stessa, a prendere consapevolezza e fiducia nei propri poteri, a distinguere cosa è giusto da cosa non lo è e in questo Victoria Aveyard è molto chiara. Mare non è la classica protagonista bella, buona e gentile, ma una persona con le sue fragilità, i suoi lati oscuri e le sue scelte talvolta giuste, talvolta davvero discutibili, il che secondo me è un punto di forza della saga perché la rende del tutto umana e quindi facilmente identificabile con il lettore, che ci si può tranquillamente immedesimare. Il suo conflitto interiore è dato anche dal rapporto sviluppato con Maven, dal dispiacere del suo tradimento e allo stesso tempo dispiacere per ciò che il ragazzo sta diventando e Mare è consapevole dell’influenza onnipresente di Elara nella sua vita. E’ consapevole tanto quanto Cal del fatto che Maven è il pupazzo di Elara e l’amore/odio che entrambi sviluppano nei suoi confronti, seppur con sfumature diverse è ciò che li accomuna e fidatevi, alla fine del romanzo sarà proprio a causa di una sua scelta, che Mare dovrà pagare un caro prezzo.

“Se davvero sono una spada, sono fatta di vetro e sento che comincio a frantumarmi.”

Bene, direi che ho detto tutto ciò che avevo da dire sul secondo volume di questa bella saga. Mi piace molto il fatto che l’autrice ogni tanto si stacchi dall’azione della trama per lasciare il posto allo sviluppo dei personaggi e alla loro psicologia, rendendo possibile al lettore di familiarizzare con loro, comprenderli ed immedesimarsi. Nella prossima recensione mi concentrerò parecchio sul personaggio di Maven, che prende tre quarti della narrazione del terzo libro. Si parlerà della sua struttura, del suo passato, del rapporto con Mare e con Elara e capiremo molte più cose su di lui. Di Elara Merandus, invece, parlerò in maniera un pò più approfondita analizzando la novella “Queen Song” contenuta in “Cruel Crown”, dove ci sarà un altro personaggio importante, legato stavolta al nostro Cal. Spero che questa recensione possa risultare piacevole a chi la leggerà e che possa aver invogliato a leggere la saga tutti coloro che ancora ci stanno facendo un pensiero. Per ora è tutto, grazie per essere stati con me finora e al prossimo libro!

Selene.

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