Scritto da Selene_0309
Salve a tutti! Mi chiamo Aurora, sono una studentessa universitaria di lingue, culture, letterature e traduzione, con una grande passione per la lettura di romanzi classici e fantasy, graphic novels e tutti i libri di narrativa che suscitano il mio interesse. Ho creato questo blog per condividere con il mondo del web le mie impressioni, le mie opinioni e le mie sensazioni sui romanzi che leggo, con la speranza di dar vita ad un interessante scambio di idee e pensieri tra me e chi vorrà leggere i miei post. Ho scelto di chiamare questa pagina "Il giardino di Selene" perché Selene è sempre stato il mio nickname virtuale e perché, proprio come quando siamo in un giardino e osserviamo i fiori che lo popolano, così io osservo ogni storia che cattura la mia attenzione, cercando di coglierne quante più sfumature possibili. Per chi fosse interessato mi trovate anche su Goodreads, con il nome Selene_0309. BENVENUTI NEL MIO GIARDINO DI STORIE DA RECENSIRE.
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L’Accademia del Bene e del Male

Principessa o strega? Non sempre si può scegliere lettori carissimi. Dato che ormai siamo tutti nel pieno delle attività lavorative e scolastiche, oggi mi sento di recensirvi e consigliarvi una lettura leggera ma affatto priva di spunti di riflessione. “L’accademia del Bene e del Male” è il primo di una lunga serie di piccoli romanzi di Soman Chainani, dove l’argomento centrale è il bene e il male così come lo conosciamo attraverso le fiabe e se la possibilità di raggiungere il tanto decantato lieto fine sia davvero possibile per tutti nella vita…

Dentro la foresta primordiale c’è un’Accademia del Bene e del Male…

-Autore: Soman Chainani
-Titolo: L’accademia del Bene e del Male
– Data di pubblicazione: febbraio 2015
-Numero pagine: 501
-Prezzo in euro: 11,50
-Reperibilità: alta, sia online che in libreria

LA TRAMA

Molto semplice e lineare. Sophie è una ragazza che ha tutta l’aria di essere una principessa delle favole: lunghi capelli dorati, grandi occhi verdi, un vestito rosa di tutto rispetto e un animo dolce e gentile. La sua amica Agatha, invece è tutto il contrario: capelli corvini, un temperamento decisamente più scontroso e un gusto dark. Basterebbero questi elementi a suggerirci chi di loro due è la buona e chi la cattiva, giusto?
Ebbene, alla scuola del Bene e del Male le cose non sempre vanno come ci si aspetterebbe. Il sogno di Sophie e Agatha di essere ammesse come studentesse si realizza, ma non nel modo in cui le due ragazze avevano previsto.
L’aspirante principessa Sophie viene inaspettatamente assegnata alla Scuola del Male, mentre Agatha si ritroverà nella Scuola del Bene. Sarà stato tutto un errore di valutazione, o forse le due ragazze sono in realtà molto diverse da ciò che credono essere?

LA PRINCIPESSA…

Il fatto che questo romanzo abbia una trama così semplice, senza troppi ingarbugli, non implica il fatto che sia banale, anzi. La cosa che mi sono ritrovata ad apprezzare di più è la caratterizzazione dei personaggi, a cominciare dalle due protagoniste. Nella sua narrazione, Soman Chainani ci rivela all’inizio quella che è solo la superficie di Agatha e Sophie.
Agatha è figlia della custode del cimitero del villaggio e da sempre è cresciuta in una casa non proprio confortevole, piena di spifferi e che cade a pezzi. I suoi vestiti non sono belli né alla moda e l’unica vera amicizia che può vantare, oltre a quella di Sophie è quella di un gatto. Sophie, invece, vive in una casa graziosa, ha tutto quello che un’aspirante principessa può desiderare e si mostra gentile con chi ha avuto meno fortuna di lei. Tutto questo, però, non è altro che una facciata e ne abbiamo un sentore già dalle prime pagine del libro.

Gli abitanti del villaggio le guardavano come la soluzione di un mistero.
Il Bene andava sempre in giro vestito di rosa, il Male di nero.

Questo punto di vista molto banale e stereotipato suggerisce chiaramente la visione ristretta e superficiale degli abitanti del villaggio e della facilità con cui molto spesso tutti noi tendiamo a confondere bene e male, basandoci solo sull’apparenza.
Vi metto qui sotto un altro estratto del primo capitolo che ho trovato molto significativo per quanto riguarda Sophie:

…Bella stava inginocchiata a terra e si imbrattava la faccia di fango. Sophie sospirò sollevata. Bella era esattamente come gli altri. Aspirava a un matrimonio normale, con un uomo che sarebbe diventato grasso, pigro ed esigente. Desiderava monotone giornate passate a pulire la casa e cucinare. Voleva spalare lo sterco, mungere le pecore e scannare maialini urlanti. Voleva marcire a Galvadon finché la sua pelle non si fosse coperta da macchie di fegato e i denti non le fossero caduti uno dopo l’altro. Il Gran Maestro non avrebbe mai rapito Bella perché lei non era una principessa. Bella era…niente. Vittoriosa e raggiante, Sophie sorrise a quei patetici villici e si beò dei loro sguardi come se fossero lucidi specchi.

Il modo in cui ce la fa passare all’inizio il narratore viene completamente smontato nel momento in cui tocchiamo con mano il comportamento effettivo di Sophie di fronte agli altri. In realtà lei per essere davvero gentile con gli altri deve sforzarsi e le sue azioni non vengono fatte con spontaneità, ma con calcolato intento di piacere e dare una certa immagine di sé stessa.

…era sempre stata attenta a sfoggiare un bel sorriso, altrimenti che buona azione sarebbe stata?

La stessa amicizia che ha con Agatha è, almeno all’inizio, solo una facciata per convincere il Gran Maestro dell’accademia ad ammetterla alla scuola del Bene. Infondo, quale miglior dimostrazione di essere una principessa ci potrebbe mai essere se non quella di voler essere amica di una che tutti chiamano strega? E anche il suo comportamento nell’accademia la dice lunga su quanto in realtà Sophie abbia ancora molto da imparare su sé stessa e sulla sua vera natura, o forse la verità è che la nostra aspirante principessa semplicemente non accetta il fatto di non essere infondo così buona come credeva…

…la fanciulla la osservò prendere l’ultimo respiro, gorgogliare e affondare come una pietra. Sophie si lisciò i capelli e si diresse verso la luce, ricacciando indietro il senso di nausea che le saliva alla gola. “Il Bene perdona” diceva la regola. Ma le regole erano sbagliate. Doveva essere così. Perché lei non aveva perdonato.
Non aveva perdonato affatto.

…E LA STREGA

Se il personaggio di Sophie mi ha dato molti spunti di riflessione sull’accettare la propria natura e sul fatto che il bene è vero solo se sincero e spontaneo, il personaggio di Agatha (tra i due il mio preferito) mi ha fatto riflettere invece sul credere di più in sé stessi e sul fatto che a volte siamo migliori di quello che noi stessi pensiamo, o di come la gente ci classifica.
Agatha è un vero spasso, mi ha divertita molto osservare il suo comportamento alla scuola del Bene e ho empatizzato con il suo disagio in un luogo che è convinta non appartenerle affatto. Lo stesso disagio che, infondo, ha provato anche la sua amica Sophie.

…una ninfa con i capelli azzurri le consegnò l’uniforme: un grembiulino rosa vergognosamente corto, con maniche a sbuffo decorate da garofani, da indossare sopra una blusa di pizzo bianco a cui sembravano mancare tre bottoni. Allibita, Agatha vide le future principesse attorno a lei che si provavano gli abitini rosa. Guardò quei libri secondo cui la sua bellezza era un privilegio, che poteva conquistare un principe dal fisico scultoreo, che poteva parlare con gli uccellini. Rilesse quel piano di studi preparato per una fanciulla bella, elegante e gentile. Poi alzò gli occhi sull’affascinante professore che continuava a sorriderle come se si aspettasse grandi cose da Agatha di Galvadon…

Fino all’ultimo Agatha è convinta come Sophie che il suo posto è fra i villain delle fiabe e il suo unico desiderio sarà quello di finire l’anno scolastico per poter poi fuggire insieme all’amica “aspirante principessa” e tornare a casa. Diciamocelo, il vero motivo per cui Agatha è voluta andare all’accademia è soltanto perché Sophie l’ha convinta a tentare nell’impresa.

Se i Sempre sognavano amore e felicità, i Mai anelavano a un mondo di solitudine e potere. Mentre quella sinistra visione le scatenava brividi di eccitazione nel cuore, Agatha sentì la verità piombarle addosso.
Io sono una Mai.
La sua migliore amica era una Sempre. Se non fossero tornate a casa al più presto, Sophie avrebbe capito la verità. Qui non avrebbero mai potuto restare amiche.

Vedete già dalle citazioni che vi ho messo come i ruoli si capovolgono di continuo e in questo senso l’autore che gioca con le due definizioni di bene e male è davvero bravo. Il messaggio principale dell’intera saga credo proprio che sia questo: il bene e il male alla fine sono due facce della stessa medaglia, non esistono persone completamente bianche o completamente nere e tutti noi possiamo avere dentro di noi allo stesso tempo una dolce principessa e una malvagia strega.

Spero davvero che questa recensione vi abbia interessati e incuriositi. Fatemi sapere sul mio profilo Instagram https://www.instagram.com/ilgiardinodiselene_blog/ quale fra i due team, #scuoladelbene o #scuoladelmale siete e seguitemi per rimanere sempre aggiornati sui contenuti che posto. Per ora è tutto, un abbraccio a tutti voi e…

Alla prossima recensione!

Selene.

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